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Ictus, batterlo in tempo Stampa E-mail

Entro tre ore in ospedale per batterlo. È la tempestività la principale alleata per chi è colpito da un ictus. Cure adeguate entro tre ore dall'inizio dei sintomi, infatti, garantiscono una maggiore possibilità di recupero e persino la completa guarigione. Lo ricorda Danilo Toni, responsabile dell'Unita' di terapia neurovascolare del Policlinico Umberto I di Roma, intervenuto alla presentazione della VIII Giornata nazionale dell'ictus. Per sottolineare l'importanza delle cure immediate gli esperti hanno coniato il motto 'time is brain', ''il tempo è cervello. Più si aspetta, dopo l'inizio dei sintomi di un ictus, minori diventano le possibilità di avere risultati.

In particolare, arrivare in un centro specializzato, dove si possono fare terapie più avanzate entro tre ore, ha un'incredibile importanza strategica. Appena compaiono sintomi sospetti - difficoltà di parlare, vista annebbiata o diminuita, difficoltà nei movimenti, perdita di equilibrio o mancanza di coordinazione - fondamentale, quindi, non perdere tempo, magari per mettersi a letto sperando che passi, perché questo può fare la differenza nel recupero. Sino a poco tempo fa, l’ictus era un male incurabile, hanno ricordato gli esperti durante l'incontro di oggi. Ora però la strategia di cura dei pazienti con ictus è cambiata. Prima di tutto attraverso il ricovero presso unità dedicate, dove gli specialisti mettono in atto tutte le procedure per una diagnosi tempestiva, individuando la causa che lo ha scatenato, e per prevenire le complicanze, anche mortali, riconoscendole ai primi avvisi. Ma non solo. È possibile, infatti, nel caso di ictus ischemico - dovuto cioè all'occlusione di un'arteria cerebrale - interrompere o arginare il processo responsabile della morte dei neuroni, riaprendo il vaso occluso. Per farlo si utilizza la trombolisi, terapia che si è dimostrata efficace in molti studi sin dagli anni '90, ma che stenta a divenire una pratica terapeutica di routine nei nostri ospedali. Per liberare l'arteria si utilizza un farmaco (rt-Pa) che viene somministrato per via endovenosa ai pazienti che arrivano in ospedale entro tre ore dall’ictus.

 

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